5G: al voto la mozione per fermare la sperimentazione

Martedì 8 ottobre (anziché il 7, come previsto in precedenza) sarà messa ai voti alla Camera la mozione, presentata dal Gruppo Misto, per fermare la sperimentazione del 5G su tutto il territorio nazionale. Intanto per il 5 novembre annunciata manifestazione a Roma.

05 Ottobre 2019

«Lunedì 7 ottobre presenteremo alla Camera (e l'8 ai voti, nda) la nostra mozione per fermare la sperimentazione del 5G su tutto il territorio nazionale, in attesa della produzione di sufficienti evidenze scientifiche per giudicarne l'innocuità. Confidiamo nei colleghi parlamentari e nel buon senso di tutti. Basta giocare con la vita degli italiani. Non siamo cavie». Lo affermano i parlamentari del gruppo Misto Sara Cunial, Veronica Giannone, Gloria Vizzini, Silvia Benedetti e Manfred Schullian.

«Si tratta di un testo importantissimo con cui si impegna il Governo non solo ad adottare iniziative per minimizzare il rischio sanitario ma anche a integrare i contratti d'asta con l'industria aggiudicataria delle nuove bande 5G con l'inserimento di una clausola per un contributo economico con finalità risarcitoria per eventuali danni cagionati alla salute della popolazione – spiegano i parlamentari – Con la mozione chiediamo anche di promuovere uno studio serio sugli effetti biologici delle radiofrequenze presso un ente indipendente e privo di conflitti d'interessi con l'industria della telefonia che troppo spesso s’è fatta prima finanziatrice di ricerche e documenti che ne negano gli effetti sugli esseri viventi. Le richieste riportate nella mozione non arrivano da uno sparuto gruppo di parlamentari ma da milioni di italiani, diverse amministrazioni locali, ricercatori nazionali e internazionali, autorevoli esperti supportati da tantissime pubblicazioni scientifiche che ad oggi vengono deliberatamente ignorate – concludono i deputati – Questo voto potrebbe finalmente mettere la parola fine a una pagina impietosa della nostra Repubblica che ha visto svenduti i nostri diritti per soddisfare interessi economici e smanie di potere e controllo di soggetti lontani anni luce dal popolo italiano».

Intanto, l'1 ottobre si è tenuta a Bruxelles una conferenza stampa sui pericoli del 5G e per la richiesta di moratoria promossa dal The Greens/EFA; sono intervenuti gli eurodeputati Philippe Lamberts (Belgio, presidente del gruppo verde a Bruxelles), Michèle Rivasi (Francia, sua l’organizzazione della giornata) e Klause Buchner (Germania). Erano presenti anche Maurizio Martucci (portavoce nazionale dell’Alleanza Italiana Stop 5G, promotore dell’Alleanza Europea Stop 5G), l’americano Martin Pall (emerito di biochimica alla Washington University, USA), Marc Arazi (medico francese del PhoneGate Alert) e Piernicola Pedicini (M5S).  

Partita anche la campagna di sensibilizzazione per l'organizzazione della manifestazione che si terrà a Roma il 5 novembre di cui si è fatta promotrice l'Alleanza Stop 5G. La manifestazione nazionale vedrà un convegno alla Camera dei deputati e un presidio simbolico  in Piazza di Montecitorio davanti al Parlamento.

QUI il crowdfunding per sostenere la manifestazione

di Terra Nuova


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