Lo Yoga fa bene anche ai carcerati

Promuovere sessioni di yoga in carcere è una proposta che dovrebbe essere presa in considerazione dalle istituzioni, secondo una nuova ricerca dell'Università di Oxford che ha dimostrato che la pratica esercita un impatto positivo sul benessere psicologico e fisico dei detenuti.

17 Luglio 2013

Promuovere sessioni di yoga in carcere è una proposta che dovrebbe essere presa in considerazione dalle istituzioni, secondo una nuova ricerca dell'Università di Oxford che ha dimostrato che la pratica esercita un impatto positivo sul benessere psicologico e fisico dei detenuti. Dall'indagine britannica è emerso che lo yoga riesce a migliorare l'umore e l'equilibrio mentale di chi sconta una pena negli spazi claustrofobici dei penitenziari. La disciplina pare riesca a ridurre anche la propensione ai comportamenti impulsivi. Una sorta di effetto sedativo dell'aggressività e della tendenza alla violenza dei detenuti che si può rilevare già dopo un corso di yoga della durata di dieci settimane con evidente riduzione dello stress, incremento della serenità e dell'autocontrollo e miglioramento della capacità di concentrazione. Lo studio è stato promosso tra i detenuti dei penitenziari britannici dalla Prison Phoenix Trust ed è stato descritto sul Journal of Psychiatric Research.

di Alexis Myriel

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