FederBio: «Fermate la deregulation dei nuovi OGM, a rischio il futuro del biologico europeo»
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FederBio, la Federazione Italiana dell’Agricoltura Biologica e Biodinamica, rivolge un appello agli eurodeputati italiani in vista del voto del Parlamento Europeo del 17 giugno sulla proposta di regolamento relativa alle piante ottenute attraverso le nuove tecniche genomiche (NGT).
«Il testo in discussione rappresenta una pericolosa deregolamentazione degli organismi geneticamente modificati ottenuti mediante NGT – scrive FederBio – eliminando strumenti essenziali di tutela quali la valutazione del rischio, la tracciabilità, i metodi di rilevamento, l’etichettatura dei prodotti e le norme sulla responsabilità in caso di contaminazione».
«Si tratta di una scelta che mette in pericolo il diritto degli agricoltori e dei cittadini europei a produrre e consumare alimenti liberi da OGM, vecchi e nuovi, compromettendo la trasparenza del mercato e la libertà di scelta dei consumatori» dichiara Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.
L’Italia rappresenta uno dei principali Paesi europei nel settore biologico, con il 20,2% della superficie agricola utilizzata coltivata a bio, oltre 97.000 imprese coinvolte e un valore economico complessivo che, tra mercato interno ed esportazioni, raggiunge gli 11 miliardi di euro.
«Equiparare la maggior parte delle varietà ottenute tramite NGT/TEA alle piante convenzionali senza prevedere norme chiare ed efficaci per la separazione delle filiere, rischia di rendere impossibile per gli agricoltori biologici garantire l’assenza di nuovi OGM nei propri processi produttivi, mettendo in discussione uno dei principi fondanti del biologico e causando danni economici, agricoli e ambientali potenzialmente irreversibili – spiega FederBio – Per queste ragioni chiediamo con forza ai membri italiani del Parlamento Europeo di respingere la proposta e di mantenere le NGT all’interno dell’attuale quadro normativo europeo sugli OGM, previsto dalla Direttiva 2001/18/CE. Qualora non fosse possibile raggiungere una maggioranza per il rigetto del testo, occorre introdurre garanzie imprescindibili a tutela degli agricoltori, dei consumatori e delle filiere biologiche e convenzionali non OGM».
Tra queste: «il mantenimento della tracciabilità obbligatoria lungo tutta la filiera, l’etichettatura dei prodotti derivati da NGT, la pubblicazione dei metodi di identificazione e rilevamento, efficaci misure di coesistenza tra coltivazioni e un chiaro regime di responsabilità e risarcimento in caso di contaminazione».
Prioritaria attenzione viene richiesta «sul tema della proprietà intellettuale, affinché i brevetti non possano estendersi alle piante e alle sementi esistenti in natura o coltivate dagli agricoltori».
«Facciamo appello agli Europarlamentari affinché sostengano gli emendamenti che limitano efficacemente l’ambito di protezione dei brevetti per impedire la privatizzazione di caratteristiche vegetali che si trovano in natura e per rafforzare la certezza del diritto per gli agricoltori» continua Mammuccini.
«Il biologico italiano ed europeo non può essere sacrificato sull’altare della deregolamentazione. L’Europa si è posta l’obiettivo di raggiungere il 25% della superficie agricola coltivata a biologico: sarebbe una contraddizione pregiudicare questo percorso proprio attraverso norme che riducono le tutele, la trasparenza e la possibilità di scelta dei cittadini. Le NGT restano a tutti gli effetti organismi geneticamente modificati e il biologico non ne consente l’utilizzo – precisa Mammuccini – Eliminare obblighi essenziali come la valutazione del rischio, l’etichettatura e la tracciabilità comprometterebbe la separazione delle filiere e la tenuta dei modelli agroecologici e sostenibili, che fanno della biodiversità il principale presidio di sicurezza alimentare, di resilienza ai cambiamenti climatici e alle patologie vegetali. Riteniamo indispensabile che anche sulle NGT venga garantita una rigorosa valutazione del rischio e che siano sviluppati metodi affidabili per identificarne i prodotti, così da assicurare controlli efficaci lungo l’intera filiera».
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