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Tornano la Giornate contro le spese militari

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Dal 10 aprile al 9 maggio quindicesima edizione delle Giornate Globali di Azione contro le Spese Militari (GDAMS).
Tornano la Giornate contro le spese militari

Dal 10 aprile al 9 maggio quindicesima edizione delle Giornate Globali di Azione contro le Spese Militari (GDAMS).

«Il panorama della sicurezza globale si è deteriorato negli ultimi anni: il numero di guerre e conflitti armati violenti attivi oggi è il più alto dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, con conflitti che esplodono in tutto il mondo coinvolgendo un numero senza precedenti di Stati e attori. Da Gaza e dalla Cisgiordania, al Sudan e alla Repubblica Democratica del Congo, fino all’Ucraina, al Venezuela, all’Iran e oltre, i livelli di violenza, sofferenza civile e violazioni del diritto internazionale hanno raggiunto vette atroci, inclusa la commissione di genocidio –spiega la rete Pace e DisarmoQuesta ondata di conflitti e violenza non è né accidentale né inevitabile: riflette una più ampia ripresa dell’imperialismo e della militarizzazione, capeggiata dagli Stati Uniti, in cui la forza bruta, la potenza militare e la coercizione sono diventate gli strumenti dominanti delle relazioni internazionali. Gli Stati più potenti militarmente e gli attori regionali continuano ad alimentare le guerre, non solo attraverso interventi diretti, ma anche tramite ingenti trasferimenti di armi, alleanze strategiche e competizione geopolitica, anteponendo interessi ristretti alla sicurezza umana e alla pace. Gli Stati dotati di armi nucleari hanno ripreso una nuova e accelerata corsa agli armamenti nucleari, con Paesi che plasmano apertamente le proprie politiche estere attorno all’arma più disumana mai creata. Allo stesso modo, la proliferazione di nuove tecnologie militari oggi testate sui campi di battaglia, ha accelerato una nuova corsa agli armamenti in assenza di accordi o restrizioni internazionali al loro utilizzo».

«Il risultato è un ordine mondiale fratturato, in cui il diritto internazionale e le istituzioni multilaterali faticano a contenere la violenza e a difendere le norme fondamentali. I civili sopportano il peso di questa militarizzazione globale, mentre i sistemi concepiti per prevenire le atrocità e gestire i conflitti, in particolare le Nazioni Unite, sono sempre più minati da doppi standard accentuati, da una debole capacità di applicazione, da tagli ai finanziamenti, dal disprezzo per i trattati esistenti e dalla pervasiva influenza del profitto bellico – prosegue la Rete – Gaza è stato l’esempio più visibile e atroce dell’applicazione di questo paradigma: siamo ormai a due anni e mezzo dal primo genocidio trasmesso in diretta nella storia dell’umanità, e l’impunità di Israele e il sostegno dell’Occidente rimangono, nella maggior parte dei casi, incontrastati».

«Questa nuova insicurezza globale è alimentata da una spesa militare mondiale in costante aumento – prosegue la Rete – sempre più denaro per le armi, e sempre meno per la sicurezza umana, l’azione climatica, gli aiuti esteri, la sanità, il lavoro dignitoso, l’abitazione, l’istruzione e le infrastrutture pubbliche. Mentre le comunità affrontano una crisi del costo della vita con un’inflazione crescente e una rete di protezione sociale in contrazione che grava maggiormente sulla classe lavoratrice, l’escalation della militarizzazione e delle spese militari sottrae risorse allo sviluppo pacifico che offre alle persone un impiego significativo, dignità e sicurezza».

«La guerra non porta sicurezza, né all’estero né in patria. Al contrario, le sue conseguenze si ripercuotono internamente nei Paesi fortemente militarizzati, manifestandosi in autoritarismo, repressione, sorveglianza intensificata, perdita delle libertà democratiche, militarizzazione della polizia e i già citati tagli ai servizi pubblici vitali, generando nel complesso nuove insicurezze» prosegue la Rete, che sottolinea le richieste:

  • Chiediamo ai governi di operare riduzioni sostanziali delle proprie spese militari e di riorientare quei fondi verso i settori sociali e ambientali, affrontando le sfide globali del nostro tempo e finanziando la sicurezza umana.
  • Chiediamo un urgente disarmo globale, la riduzione degli arsenali nucleari e dei fondi loro destinati, l’arresto del commercio di armi e la cessazione delle forniture di armamenti alle nazioni coinvolte in conflitti, in situazioni di instabilità regionale, o a quelle che violano sistematicamente i diritti umani e il diritto internazionale. Esigiamo che i governi diano priorità alla pace e alla giustizia rispetto ai profitti aziendali derivanti dalla produzione e dal commercio di armi.
  • Sottolineiamo la necessità di sviluppare quadri di sicurezza internazionali e regionali nuovi e reattivi, fondati sui principi condivisi della sicurezza comune, della sicurezza umana, del disarmo e della giustizia globale. Esigiamo che i governi si concentrino su soluzioni collaborative e diplomatiche, impegnandosi nella negoziazione e nel multilateralismo, aderendo al diritto internazionale e ai trattati di disarmo, e rivitalizzando e riformando il quadro delle Nazioni Unite per la risoluzione dei conflitti internazionali. Chiediamo la convocazione di una Quarta Sessione Speciale sul Disarmo alle Nazioni Unite, come concordato all’unanimità nel Patto per il Futuro.
  • Incoraggiamo la società civile a livello locale, nazionale, regionale e internazionale a unire le forze e a sfidare la tendenza crescente alla spesa militare, a rafforzare il movimento globale per la pace e la giustizia, e a confrontarsi con i decisori politici che tentano di giustificare il militarismo incessante sotto le mentite spoglie della sicurezza.

LETTURE UTILI

ATLANTE DELLE GUERRE E DEI CONFLITTI DEL MONDO – XIV EDIZIONE

Siamo giunti alla XIV edizione dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, che propone uno sguardo a 360° sui principali conflitti in corso.
Inoltre nel volume sono presenti approfondimenti sui principali attori politici e socialidei conflitti armati in corso, sulle vittime civili, sulla finanza che sostiene guerre e riarmo.

QUI LA SCHEDA DEL LIBRO

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Copertina del libro di Tiziano Terzani

TIZIANO TERZANI CONTRO LA GUERRA

Una riflessione che scava nella vita e nel pensiero di Tiziano Terzani, una delle menti più lucide del pensiero della nonviolenza, il cui importante contributo a una visione sociale e politica di pace e giustizia è da considerarsi inseparabile dal percorso interiore, vissuto in prima persona. Gloria Germani ci conduce verso la comprensione profonda del messaggio del grande giornalista scrittore: il pensiero del non dualismo, del Tutto è Uno, che rompe la tradizione scientista e materialista della modernità e ci suggerisce un nuovo modello di vita lontano dalle logiche del consumismo, dell’avidità e del successo a ogni costo, in una nuova visione che riconcilia il pensiero orientale con quello occidentale. Un messaggio di pace tra gli uomini e con la Natura che ha anticipato molti dei temi oggi cruciali che riguardano le guerre in corso e la sopravvivenza stessa del Pianeta.

QUI IL LIBRO

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LA NUOVA CHIAMATA ALLE ARMI

Sono oltre 30 le guerre in corso sul Pianeta. Gli Stati si affidano alle armi per trovare soluzioni, mentre sarebbe urgente investire sull’emergenza climatica, sui diritti umani, sulla democrazia. Crocco e Giordana invitano a guardare il Mondo con occhi differenti, abbandonando le logiche armate della geopolitica a favore di una “geografia dei diritti umani”, che ponga al centro delle relazioni tra Stati la cooperazione e il rispetto dei diritti. Non si tratta di un approccio teorico o ideale, è semplicemente realistico, forse l’unico che può fermare questa pericolosa corsa alle armi.

QUI PUOI SFOGLIARE L’ANTEPRIMA DEL LIBRO E ACQUISTARLO

La nuova chiamata alle armi di Raffaele Crocco

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