Fumo: perché è importante non cominciare

Le campagne di sensibilizzazione di questi ultimi anni hanno insistito moltissimo sulla necessità di smettere di fumare, ma forse si sono concentrate meno sul messaggio altrettanto, se non più, importante: che è meglio non iniziare mai, soprattutto in giovane età.

18 Novembre 2010
Dati allarmanti dai nuovi studi: gli adolescenti sviluppano dipendenza già dopo un giorno o due dalla prima boccata di fumo.

Se c'è un'equivalenza che è diventata parte integrante del nostro modo di intendere la salute è proprio quella sul fumo, cioè: il fumo fa male, sigaretta = malattie e morte. Le campagne di sensibilizzazione di questi ultimi anni hanno insistito moltissimo sulla necessità di smettere di fumare, ma forse si sono concentrate meno sul messaggio altrettanto, se non più, importante: che è meglio non iniziare mai, soprattutto in giovane età. Una serie di buoni motivi supporta questa affermazione. Le evidenze emerse dagli studi scientifici più recenti indicano che i sintomi della dipendenza e la difficoltà a smettere si manifestano subito dopo le prime sigarette; addirittura, nei giovanissimi più predisposti, dopo un giorno o due dalla prima boccata di fumo.

E il numero di sigarette fumate aumenta non appena si manifestano i sintomi della dipendenza. Quindi, gli adolescenti che scelgono la sigaretta entrano immediatamente in un circolo vizioso da cui diventa difficilissimo uscire. Inoltre, con un'esposizione precoce al fumo, quando i ragazzi diventano adulti rischiano di sviluppare presto malattie correlate e invalidanti. Quindi evitare la prima esposizione può preservare la salute in maniera assai più efficace rispetto alla scelta di smettere quando ormai si fuma da anni. Si evitano tutti i rischi associati ai farmaci che molto spesso vengono prescritti per aiutare chi vuole abbandonare la sigaretta.

Il cervello si «adatta»
Sull'argomento hanno suscitato notevole interesse gli studi condotti dallo staff del professor Joseph Roland Di Franza, docente alla facoltà di medicina dell'Università del Massachusetts e membro dell'Accademia Americana di Pediatria. Su «Scientific American» ha pubblicato due anni fa i risultati di nuove ricerche sugli adolescenti che mostrano come i sintomi della dipendenza, come ad esempio il desiderio compulsivo di fumare e il fallimento dei tentativi di smettere, possano apparire già nelle prime settimane dopo la prima sigaretta...


Sempre nell'articolo:

>> I risultati degli studi condotti sugli adolescenti

>> Le statistiche dei giovani fumatori

>> Ragazze e ragazzi: ecco cosa dicono i sondaggi

>> I rischi dei farmaci per smettere

>> Costi in salute e portafoglio




La versione integrale dell'articolo è disponibile nel numero di Dicembre 2010 di Terra Nuova (eBook).








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di Beatrice Salvemini

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