Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo: lo strumento per capire cosa sta accadendo
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È uscita la dodicesima edizione aggiornata dell' Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo (Terra Nuova edizioni); dodici edizioni in 15 anni. Il direttore del progetto, il giornalista Raffaele Crocco, sottolinea il grande risultato: «Un lavoro straordinario della redazione e con il supporto di tante organizzazioni che collaborano con noi».
«C’è di che essere soddisfatti. Anche in questa edizione, il lavoro della redazione è stato straordinario. E straordinario è stato anche il supporto delle tante organizzazioni che collaborano alla redazione dei testi: Intersos, Unhcr, Amnesty International, CdCa, e Agency for Peacbuilding. Vale, quindi, la pena raccontare quali temi caratterizzano questo XII Atlante» spiega il direttore del progetto, il giornalista Raffaele Crocco.
«In piena crisi militare ancora in Ucraina e nuovamente in Palestina e nel Vicino Oriente, nel mezzo di un cambiamento forte nell’Africa subsahariana, con il nuovo nazionalismo africano che di golpe in golpe conquista la scena, era inevitabile che il focus fosse, in questa edizione, sui nuovi equilibri mondiali – prosegue Crocco – La geografia del potere sta cambiando, i Paesi del Brics sono sempre più impegnati – a dispetto delle loro contraddizioni – a spodestare gli Stati Uniti e i loro alleati, rivoluzionando il commercio mondiale e il controllo dei traffici mercantili. È uno dei temi che abbiamo voluto approfondire. Non manca, poi, l’analisi sullo stato dell’arte nelle politiche per arrestare il cambiamento climatico e una ipotesi sulla “geografia dei diritti”, come strumento per analizzare quel che accade nel Pianeta. Ci sono, naturalmente, le ormai tradizionali schede Paese – come sempre aggiornate -, le infografiche e i Tentativi di Pace raccontati dai ragazzi del professor Giovanni Scotto, dell’Università di Firenze».
«Infine, c’è il tentativo di tenere alta la guardia e l’attenzione sul pericolo del dopoguerra, con il suo carico di morte che rimane sul terreno sotto forma di ordigni esplosivi. Quest’ultimo tema, che trattiamo grazie al lavoro dell’Osservatorio Centro ricerche sulle Vittime Civili dei Conflitti e al supporto dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (Ancvg), è fra i più delicati. La guerra va oltre la guerra, non termina con il silenzio delle armi o la pace. Lo confermano i dati sugli effetti delle bombe inesplose nel Mondo – prosegue ancora Crocco – È, per quanto ci riguarda, un’altra delle ragioni che ci fanno dire no alla guerra. L’Atlante vuole essere uno strumento di conoscenza utile per capire come le guerre possano, sempre, essere fermate. Un’informazione è l’elemento essenziale per riuscirci. Può fornire i dati, tracciare le storie, scoprire cause e motivazioni. Insomma, può dotarci degli strumenti necessari per fare quella “prevenzione alla guerra” indispensabile per migliorare il Mondo. E se c’è chi pensa tutto questo sia utopia, beh: si sbaglia. È solo intelligenza».
Pensato come un vero e proprio atlante, dove ogni conflitto ha pari dignità, è un annuario aggiornato delle guerre in atto sul Pianeta. Vengono analizzate e spiegate le ragioni di tutti gli scontri armati in corso: chi combatte e perché, qual è la posta in gioco e le ragioni che muovono al conflitto. Senza prendere posizione a favore di qualcuna delle parti in causa, l’Atlante è uno strumento fondamentale di informazione e di costruzione di una coscienza civile. La XII edizione dell’Atlante ha il suo focus sui conflitti tra Israele e Palestina e tra Russia e Ucraina. Contiene dossier tematici su: • La recrudescenza del conflitto Israele-Palestina • Gli sviluppi più recenti del conflitto Russia-Ucraina • Riarmo e nuovo pericolo nucleare • Il dramma dei civili in zone di guerra • Cina e nuovi equilibri • Guerra e beni artistici • Guerra e finanza • Peacebuilding • Donne e diritti Con schede conflitto e infografiche generali.
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Qui l’intervento di Raffaele Crocco
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E qui la storia di Nicolas Marzolino, che nel 2013 ha perso una mano e la vista per l’esplosione in Piemonte di un ordigno della Seconda Guerra Mondiale che era rimasto inesploso
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