Attualità
La Global Sumud Flotilla si prepara a partire per Gaza
La Global Sumud Flotilla salpa alla volta di Gaza il 12 aprile per rompere il blocco navale imposto da Israele alla Striscia.
La Global Sumud Flotilla salpa alla volta di Gaza il 12 aprile per rompere il blocco navale imposto da Israele alla Striscia.
Diversi enti e associazioni hanno inviato una lettera al Governo italiano per chiedere che si faccia promotore verso gli Stati Uniti e in sede europea della rimozione del nome di Francesca Albanese dalle liste sanzionatorie Usa.
Nei confronti di quanto accade a Gaza, «i governi sono silenti anche perché tante aziende hanno un ruolo attivo e traggono lauti profitti dalla barbarie in atto in Palestina»: lo afferma ReCommon.
«Il Governo israeliano e Hamas hanno firmato il “cessate il fuoco” a Gaza. È un passo che accogliamo con speranza e sollievo, ma non arriveremo a una vera pace finché non saranno garantiti i diritti fondamentali e la sovranità del popolo palestinese»: così la Rete Italiana Pace e Disarmo.
Alessandro Baricco ha pubblicato su Substack questo testo, che parla a tutti noi, che colpisce e fa riflettere. Che guarda ai giovani, alla loro consapevolezza e al futuro che vogliono per loro. Un futuro dove i massacri non devono esistere.
Per il 22 settembre diverse sigle aderiscono allo sciopero generale indetto «per difendere Gaza, per dire no alla corsa al riarmo, a fianco della Flotilla e con la Palestina», così l'Unione Sindacale di Base.
Caoimhe Butterly è un'attivista irlandese che da tempo si batte per i diritti umani e la giustizia sociale. Ora è imbarcata sulla nave del team legale della Global Sumud Flotilla (GSF) e Giuditta Pellegrini l'ha intervistata per noi.
Amnesty International ha lanciato un appello per chiedere alle autorità britanniche diritirare le accuse e di non intraprendere ulteriori azioni nei confronti delle centinaia di persone arrestate nel Regno Unito per avere manifestato contro il genocidio a Gaza.
«Rompere l’embargo umanitario per Gaza è anche il nostro obiettivo. Per questo sosteniamo l’azione nonviolenta della Global Sumud Flotilla che salperà dalle coste del Mediterraneo con un carico di aiuti»: lo afferma la Rete Pace e Disarmo.
«La decisione dell’esecutivo di Netanyahu di cancellare ufficialmente dalla storia ogni possibile futuro stato di Palestina è un macigno lanciato sul Mondo»: scrive Raffaele Crocco, direttore dell’Atlante delle Guerre e dei Conflitti.
Le cosiddette local march for Gaza si moltiplicano: nei prossimi fine settimana «sono previsti altri otto cammini per la pace e il sostegno al popolo palestinese in tutta Italia» fanno sapere dal network Movimento Lento.
«Tutti gli Stati devono adottare provvedimenti per assicurare che Israele ponga fine al genocidio a Gaza, smantelli i suoi insediamenti nella Cisgiordania e ponga fine alla sua presenza illegale in tutto il Territorio palestinese occupato»: così Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International
Gli attivisti dell'iniziativa "Soci/e Coop per la Palestina" accolgono «con soddisfazione la decisione di Coop Alleanza 3.0 di ritirare i prodotti israeliani dai suoi scaffali, in coerenza con il proprio Codice Etico e il rispetto dei diritti umani».
L’organizzazione ReCommon segnala un set di “strumenti pratici per disturbare le multinazionali dell’energia per la liberazione della Palestina”, realizzato da varie organizzazioni internazionali e ora disponibile anche in italiano.
Migliaia di persone hanno accolto giovedì sera, 19 giugno, a Ben Qardan, nel sud della Tunisia, il ritorno del Convoglio Sumud, che guidava il tratto magrebino della Global March to Gaza.
Decise e chiare le parole pronunciate da Moni Ovadia a Bologna in occasione dell’inaugurazione della mostra “Per la Palestina – Immagini contro il genocidio” che si è conclusa l’8 giugno scorso, realizzata dal Coordinamento bolognese per la Palestina.
Migliaia di persone hanno iniziato a muoversi da tutto il mondo per unirsi alla marcia verso Gaza che cerca di rompere l’assedio che l’attanaglia. È iniziata la Global March to Gaza, preparata nelle scorse settimane.
Quattro delle dodici persone a bordo della nave Madleen sono stati espulsi e otto restano detenuti in Israele: lo fa sapere la Freedom Flotilla Coalition, che aveva inviato la nave verso Gaza con aiuti umanitari.
La Coalizione Freedom Flotilla ha confermato che la sua nave civile, Madleen, che trasportava aiuti umanitari a Gaza, «è stata attaccata/intercettata con la forza dall'esercito israeliano nella notte tra l’8 e il 9 giugno in acque internazionali».
La Rete Italiana Pace e Disarmo ha inviato una lettera aperta al presidente della Repubblica, al presidente della Commissione Europea, al governo italiano e ai Parlamenti italiano ed europeo lanciando un appello: «Fermate Israele, rompete il silenzio e ogni complicità».