Come isolare al naturale?

Cari amici di Terra Nuova, sto ristrutturando casa e ho realizzato che il pavimento della soffitta è rivestito da uno strato di lana di roccia coperto con un foglio di carta.... La lettera di Elisabetta che ci pone la domanda "Come isolare al naturale"?

02 Settembre 2016
Come isolare al naturale?

In verità non so se sia lana di roccia o lana di vetro, perché non conosco molto la differenza tra questi due materiali. Ho sentito dire che entrambi potrebbero essere cancerogeni, ma su internet non si trovano notizie al riguardo che siano chiare e soprattutto attendibili.

Per questo ho pensato di sottoporre a voi il quesito sulla pericolosità di questi materiali. So che hanno ottime proprietà isolanti, sia a livello acustico che termico, e quindi oltre a capire se sono materiali effettivamente pericolosi per la salute, mi interesserebbe sapere quali alternative «sicure» si potrebbero
usare per ottenere gli stessi risultati.

Vi ringrazio per il costante lavoro che fate per fornire ai lettori un’informazione «pulita» e affidabile. Oggigiorno è merce sempre più rara. Elisabetta (da Vicenza)

  • Risponde Claudio Scudeller, del centro bioedile Elicona

Salve Elisabetta,

veniamo subito al suo primo quesito: lana di vetro e di roccia, differenze e salubrità. Si tratta di prodotti molto simili, che vengono definiti genericamente «lana minerale». La composizione della lana di vetro è del 65% sabbia quarzosa/vetro vecchio, 14% soda, 7% dolomite, 4% feldspato e 4% calcare. La lana di roccia è composta per il 97% da rocce eruttive: diabase, basalto e dolomite. La materia prima viene fusa a temperature elevate (circa 1400°C) e quindi filata in fibre artificiali. Per coadiuvare la fusione viene impiegato del solfato di sodio.

Riguardo alle prestazioni termiche va ricordato che, proprio perché fibroso, se l’isolante non viene applicato correttamente e protetto dall’umidità, tali prestazioni si riducono drasticamente.

Per ottenere una certa stabilità di forma, dette fibre vengono infine miscelate con il legante bachelite, una resina fenolica. Si tratta di un materiale plastico sintetico, ricavato per polimerizzazione del fenolo con la formaldeide, il quale solidifica a contatto con un flusso di aria calda. In relazione a ciò si possono verificare delle concentrazioni di formaldeide - che a tutti gli effetti è una sostanza cancerogena - anche se dopo il montaggio del materiale risultano nettamente al di sotto del valore indicativo di 0,1 ppm. I pannelli isolanti per facciata vengono inoltre sottoposti a un trattamento impermeabilizzante. Gli oli utilizzati legano anche le polveri di fibra; il legante conferisce la tipica colorazione gialla della lana di vetro, mentre la lana di roccia deve il suo colore verdastro al contenuto di ferro.

In definitiva insomma, definirli materiali sani e «naturali» sarebbe piuttosto azzardato. È difficile stabilire un nesso diretto tra la presenza di questi prodotti e l’insorgenza di tumori, però possiamo scegliere materiali isolanti decisamente più sicuri da questo punto di vista e migliori per l’ambiente, perché biocompatibili ed ecosostenibili. Ad esempio pannelli di fibre naturali come la canapa o il kenaf (nella foto), che sono piante annuali a crescita rapida, il classico sughero, di accrescimento molto più lento, o ancora la fibra di legno di conifera ottenuta da scarti di segheria, che tra questi ha il miglior rapporto tra prestazioni invernali ed estive.

Posso suggerire anche pannelli di schiuma minerale tipo Dennert, un materiale totalmente minerale e poroso che permette un isolamento eccellente a prova di condense e muffe anche negli interni.
Ciascuno di questi prodotti presenta vantaggi e svantaggi, la cosa migliore è senz’altro farsi consigliare da un tecnico esperto in bioedilizia per trovare la soluzione più adatta ad ogni specifica situazione.

"Come isolare al naturale" è una lettera tratta dalla rubrica "Terra Nuova dei Lettori" pubblicata sul mensile Terra Nuova Febbraio 2013, disponibile anche come eBook.

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di Terra Nuova

naturalità e pericolosità ste_73

08/09/2016 01:28

La normativa europea consente di riconoscere i prodotti classificati pericolosi: sono quelli accompagnati dalla SDS (Scheda Dati Sicurezza). Le lane minerali ne sono esentate, ciò significa che sono sicure (il che non vale per tutti i materiali isolanti).
Per chi non volesse accontentarsi delle rassicurazioni comunitarie, è possibile rifarsi ad ulteriori studi. In merito alla cancerogenicità, già dal 2002 si è fugato ogni dubbio: la IARC (International Agency for Research on Cancer) ha inserito le lane minerali nel gruppo 3 “non classificabile come cancerogeno per gli esseri umani” (cfr. http://monographs.iarc.fr/ENG/Classification/latest_classif.php).
Sempre la IARC offre ulteriori elementi di riflessione sulla presunta “biocompatibilità” dei prodotti “naturali”: diversi di questi sono in realtà cancerogeni; ad esempio (solo per citare i casi più eclatanti), l’amianto e la polvere di legno (come quella contenuta negli scarti di segheria) sono inseriti nel gruppo 1 “cancerogeno per gli esseri umani”.
Le lane minerali, invece, sono i materiali isolanti più utilizzati al mondo proprio perchè sono sicure ed offrono prestazioni (es. incombustibilità, inattaccabilità da insetti e muffe) che gli altri materiali isolanti non riescono ad offrire, tanto che, nel tentativo di avvicinarsi a tale livello di prestazioni, vengono addittivati con varie sostanze che possono comprometterne la “naturalità”.

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