Quale cellulare per mia figlia?

Ho letto su un vecchio numero della rivista, l'importante dossier sui cellulari e sulle conseguenze dell'elettromagnetismo e vorrei avere una risposta per capire quale sia il telefonino a più bassa emissione da comprare...

21 Agosto 2016
Quale cellulare per mia figlia?
Salve Redazione di Terra Nuova,
ho letto l'importante dossier sui cellulari e sulle conseguenze dell'elettromagnetismo sul numero di Terra Nuova di Novembre 2011. Alla fine dell'articolo era indicato un elenco di cellulari a bassa emissione e un sito internet in cui si trovano indicazioni sulle emissioni per ogni marca (o quasi) e tipo di telefonino. Sono andato su quel sito e ho trovato un modello chiamato Blue Earth della Samsung, con emissioni persino più basse del migliore indicato dall'articolo, ma quando mi sono messo a cercarlo nei negozi mi è stato impossibile trovarlo: dopo una serie chilometrica di telefonate, dalla Samsung di Milano ho potuto solo sapere che quel modello era stato presentato nel gennaio 2010 ma che ora è fuori produzione e non lo vendono più. Altroconsumo a suo tempo lo prendeva in giro per le celle fotovoltaiche che avrebbero dovuto ricaricarlo ma servivano a ben poco: mi sembra una considerazione insufficiente per una condanna totale.

Ho poi cercato di trovare il modello a più bassa emissione indicato da voi, ma anche quello è risultato introvabile: sia quello che gli altri pare si vendano solo in America. Non sono invece riuscito a trovare da nessuna parte una qualsiasi indicazione sulle emissioni dei modelli più recenti che sono in vendita adesso nei negozi italiani. Potreste trovare il modo di riempire questi vuoti e dare delle indicazioni praticabili? Ho una figlia di 13 anni che vorrebbe un telefonino e io le ho detto che lo avrà solo se ne troverò uno con emissioni uguali o minori al più basso da voi indicato. Per quanto mi riguarda direttamente, ligio all'impegno di ridurre al minimo l'impronta ecologica, uso un Nokia del 2006 modello 6103 tipo RM-161 di cui non conosco le emissioni, anche se mi piacerebbe.

Un ulteriore aiuto potrebbe essere sapere qualcosa sulle varie protezioni, come gli auricolari o il bluetooth che uso in macchina. Un confronto poi coi telefoni cordless sarebbe oltremodo opportuno, e anche un aggiornamento quanto meno annuale se non semestrale, vista la velocità con cui cambiano i modelli.
Un cordiale saluto, Giannozzo


Risponde Francesco Imbesi, consulente del Centro

Tutela Consumatori Utenti di Bolzano Gentile Giannozzo, la ricerca del telefonino a più basso valore di SAR (tasso specifico di assorbimento, vale a dire quanta energia assorbe ogni kg di massa corporea) accomuna spesso coloro che, avvertiti che il cellulare può nuocere alla salute, cercano una soluzione pratica che possa costituire una via di mezzo fra il bisogno (o la voglia) di utilizzare la tecnologia radiomobile e il desiderio di non andare incontro a conseguenze per la propria salute. La cosa è senz'altro comprensibile, ma suggeriamo di tener conto che il SAR si basa su dati che possiamo al massimo considerare indicativi: il procedimento per determinare questo indice infatti si basa su caratteristiche 'standard' di utilizzo, le quali in laboratorio differiscono dal normale uso che nella pratica viene fatto del telefonino. L'assorbimento della massa corporea è calcolato in realtà su una massa di sostanza gelatinosa che, essendo inerte e totalmente differente dall'organismo vivente, non può ovviamente avere le stesse reazioni biologiche di un corpo umano vivo. Questo vale sia per gli effetti di tipo termico che, ancor più, per gli effetti non termici. Il valore SAR non dice nulla su quelli che potrebbero essere ad esempio i danni al DNA nel tempo, visto che la gelatina non ha DNA vivente. Un'altra importante predizione che la gelatina non può fare, riguarda l'effetto di apertura della barriera emato-encefalica causata da un'esposizione anche di breve durata alle onde generate dal cellulare.

La barriera emato-encefalica è un meccanismo che protegge il cervello dall'entrata di sostanze nocive o residui del metabolismo, e gli esperimenti fatti sulle cavie hanno evidenziato l'alterazione di questo meccanismo in caso di esposizione a campi elettromagnetici. Questa tecnologia si è diffusa in modo troppo massiccio e troppo in fretta perché si possa fidarcene tranquillamente solo sulla base di una indicazione come il SAR. Se si vuole comunque utilizzarla, si puo' cercare di aumentare le distanze, come del resto suggeriscono i produttori stessi, evidentemente non convinti delle proprie asserzioni di «nessun pericolo». Pertanto, chi deve essere assolutamente raggiungibile in ambienti non collegati alla rete fissa (ad esempio in automobile) potrebbe attivare, per il tempo strettamente necessario, un impianto radiomobile. Un esempio lo si trova sul sito della casa produttrice PeiTel (www.peitel.de).

I dispositivi bluetooth invece aggiungono all'inquinamento del telefonino l'inquinamento necessario al collegamento tra telefonino e auricolare, pertanto hanno senso solo se la fonte dell'inquinamento principale (quella del telefonino) è allontanata dal corpo. In auto ciò non è possibile, perché la carrozzeria riflette l'inquinamento in tutto l'abitacolo, che viene quindi moltiplicato di intensità.
 

L'articolo "Quale cellulare per mia figlia?" è tratto dalla rubrica "Terra Nuova dei Lettori" pubblicata nel numero cartaceo del mensile Terra Nuova Aprile 2012 disponibile anche come eBook.

La nostra rivista: TERRA NUOVA 

Abbonati a Terra Nuova

Acquista l'ultimo numero della rivista

Leggi on line la copia omaggio integrale della nostra rivista 

di Terra Nuova

Posta un commento