#Ioscelgokm0: la rete dei mercati contadini lancia un appello ai candidati

La Rete romana dei mercati contadini ha lanciato un appello ai candidati alle elezioni politiche e a quelli per le regionali in Lazio: un impegno concreto per favorire la diffusione dei mercati contadini e la rimozione degli ostacoli che sembrano invece essere prossimi a limitarne l'attività.

02 Marzo 2018

«Chiediamo ai candidati nei collegi del Lazio per il nuovo Parlamento ed ai candidati per il nuovo Consiglio della Regione Lazio di impegnarsi pubblicamente a promuovere e sostenere, nelle sedi istituzionali d’esercizio del proprio mandato, ogni iniziativa utile a favorire il rafforzamento e la diffusione dei Mercati Contadini di Vendita Diretta (Farmers Markets) quale strumento essenziale per difendere il diritto delle nostre comunità ad un cibo sano e di qualità»: così la Rete romana dei mercati contadini .

«I mercati contadini devono essere difesi e sostenuti in tutti i modi. Non solo con parole, ma con fatti concreti - prosegue la Rete - Alcuni Comuni hanno adottato prassi e regolamenti che rischiano di rendere sempre piu’ difficile nella nostra regione l’esperienza di vendita diretta dei mercati contadini e pressoche’ impossibile la libera vendita dei produttori agricoli in area pubblica. Questa situazione d’emergenza è stata determinata dalla mancanza di una regolamentazione di dettaglio sovracomunale. Difatti la legge di settore della Regione Lazio (L.R. 28/2008) sui mercati contadini di vendita diretta è una legge di mero finanziamento che non fissa le regole minime di sistema, mentre le regole fissate dal Decreto ministeriale di settore nel 2007 sono semplici linee d’indirizzo non aventi natura regolamentare e suscettibili di diverse applicazioni. Anche sul piano sanitario regna la stessa confusione, con le Asl che devono cercare di supplire, con inevitabili distorsioni, alla mancanza di regole chiare e linee guida inequivocabili. In questo quadro d’estrema incertezza riteniamo che non sia rinviabile, in attesa dell’approvazione del Testo Unico Agricoltura della Regione Lazio, l’adozione immediata di alcune misure di salvaguardia».

«E’ necessario - prosegue la Rete - ricollegandosi alle prospettive dell’importante Legge regionale che ha rilanciato la Filiera corta (L.R.14/2016), definire un quadro di regole che omogeneizzi e semplifichi per tutto il territorio regionale, sotto il profilo amministrativo e sanitario, gli iter procedimentali relativi all’istituzione ed al funzionamento dei Farmers Markets. Attualmente meno di 10 multinazionali controllano il sistema alimentare di tutto il pianeta e la maggior parte del mercato dei semi, degli agrotossici e dei pesticidi connessi all’uso dei semi. Il sistema di distribuzione del cibo è controllato dall’agrindustria attraverso la Grande Distribuzione Organizzata. Il sistema agricolo ed alimentare globalizzato predilige agevolare la distribuzione di prodotti agricoli e alimentari a basso costo, spesso importati, che intaccano il valore delle produzioni locali di qualità, la sussistenza dei piccoli agricoltori e la dignità del lavoro. Si tratta inoltre di prodotti di scarsa qualità, che contengono una vasta gamma di sostanze chimiche pericolose per la salute. A Roma e nel Lazio il 70% degli acquisti alimentari si svolgono nei supermercati della GDO, mentre muore la maggior parte dei mercati rionali. I mercati contadini di filiera corta del Lazio, con i loro piccoli produttori, rappresentano un’alternativa a questo sistema; la possibilità per i consumatori delle nostre città di sottrarsi al monopolio dell’offerta alimentare e di trasformarsi da consumatori passivi in “consumattori” e “co-produttori”. In molte nostre città l’alleanza dei mercati contadini con i fruitori ha portato alla creazione di reti ecologiche alimentari e di eco-piazze comunitarie d’incontro e di socializzazione. Pratiche di rigenerazione urbana».

«Il legame diretto tra consumatori e territori di produzione ha favorito il recupero di produzioni e risorse agrarie a rischio estinzione ed erosione genetica, il recupero di antiche varietà vegetali e animali, in opposizione al modello agricolo industriale di distruzione della biodiversità e di monopolio dei codici della vita, non solo attraverso la produzione di semi OGM, ma anche attraverso la privatizzazione dei semi non-OGM con il sistema dei brevetti e l’uso dei diritti di proprietà intellettuale, che in alcuni casi si traducono in vere e proprie azioni di biopirateria - conclude la Rete - Nel Lazio, quale riflesso di queste grandi questioni globali, va rimesso al centro del dibattito locale la questione dei Mercati Contadini di Vendita Diretta.In una fase in cui la nostra società in molti ambiti diviene sempre più liquida, si fanno sempre più solidi i rapporti di potere ed i monopoli, anche quelli alimentari, che condizionano le nostre esistenze. Proprio nel momento in cui, alla vigilia delle elezioni, viene dato in pasto dell’opinione pubblica nazionale la falsa notizia, una vera fake news, di uno studio scientifico che avrebbe riabilitato l’uso degli OGM promosso dalle grandi multinazionali, chiediamo ai candidati delle nuove elezioni una netta presa di posizione a sostegno dei Mercati Contadini di Filiera Corta che con il loro operato ed i lori presidi hanno tutelato, contro il monopolio del cibo, il diritto dei cittadini alla scelta di un cibo sano e di qualità».

di Terra Nuova


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