Comuni ed emergenza climatica: un decalogo per fare sul serio

Diversi Comuni d'Italia stanno dichiarando, con atti consiliari, l'emergenza climatica; si è mossa persino la Regione Toscana. Ma le intenzioni sono veramente concrete e realistiche? Quali passi muoveranno per cercare di ottenere risultati? Oltre a impegni generici, c'è chi ha stilato una tabella di marcia o azioni concrete per iniziare da subito a fare qualcosa? Il timore è che la risposta sia negativa. E allora è il caso che i Comuni stessi, Giunte e consiglieri, si diano da fare per capire come muoversi.

23 Giugno 2019

In questi giorni molti Comuni italiani stanno dichiarando l’emergenza climatica , addirittura la Regione Toscana lo ha fatto. È senza dubbio un segnale positivo, ma non si può fare a meno di chiedersi se a cio seguiranno azioni reali, concrete ed efficaci. Quali passi muoveranno le amministrazioni per cercare di ottenere risultati? Oltre a impegni generici, c'è chi ha stilato una tabella di marcia o azioni concrete per iniziare da subito a fare qualcosa? Il timore è che la risposta sia negativa. E allora è il caso che i Comuni stessi, Giunte e consiglieri, si diano da fare per capire come muoversi.

Ma come? Da dove iniziare? Ci sono associazioni ambientaliste che potrebbero fungere da appoggio in un percorso da far partire e c'è chi ha già messo a punto un decalogo per fungere da supporto ai Comuni che vogliono dare il via ad azioni concrete.

È il caso dell'Associazione Paea, di cui Paolo Ermani è presidente, che ha messo a punto un decalogo proprio per le amministrazioni che vanno in questa direzione e si fa garante, come consulente, in competenza ed efficienza.

«Come associazione Paea sono oltre venti anni che in termini di emergenza climatica attraverso centinaia di iniziative lavoriamo concretamente per affrontare efficacemente le varie problematiche che un tema del genere comporta - spiega Ermani - Per questo abbiamo stilato un decalogo di interventi concreti , rapidi ed attuabili per cambiare da subito la situazione affrontando i nodi cruciali».

«Se le amministrazioni vogliono davvero fare sul serio, e non limitarsi ai proclami che lasciano il tempo che trovano, qui hanno la possibilità di agire in ogni direzione per dare una svolta al loro operato e ottenere molteplici vantaggi da ogni punto di vista, ambientale, sanitario, politico, economico e occupazionale» aggiunge Ermani.

Ecco le proposte dell'Associazione PAEA in tema energetico ambientale per le amministrazioni pubbliche

1)     Monitoraggio e diagnosi energetica del patrimonio edilizio pubblico con conseguente intervento per ridurre il consumo energetico e razionalizzare l'uso dell'energia.  Interventi fattibili anche in collaborazione con privati o enti che possano finanziarli direttamente ripagandosi con il risparmio energetico ottenuto.

2)     Formazione dei tecnici e del personale pubblico sugli aspetti relativi al risparmio idrico, energetico termico ed elettrico e all'uso delle energie rinnovabili. Senza la formazione ad ogni livello qualsiasi intervento è destinato a fallire. Una formazione seria, profonda ed efficace è la garanzia per avere risultati immediati e duraturi.

3)     Apertura di sportelli informa-energia per dare informazioni utili e consigli pratici alla cittadinanza sui temi legati all'uso dell'energia. Informare i cittadini è fondamentale e non basta riempire un sito web di notizie, bisogna dare anche un supporto diretto attraverso la formazione di personale  che possa capire le esigenze e dare le risposte adeguate. Gli sportelli energia si potrebbero realizzare proprio all’interno di edifici ristrutturati a basso o zero consumo.

4)     Creazione di mostre permanenti aperte alla cittadinanza e alle scuole sui sistemi di risparmio energetico e idrico, fonti rinnovabili, bioedilizia e uso razionale dell'energia. Più iniziative si creano anche a carattere interattivo e maggiori saranno le possibilità di coinvolgimento della cittadinanza e i risultati che si possono ottenere.

5)     Organizzazione di eventi divulgativi, corsi di formazione e seminari per sensibilizzare la cittadinanza sulle tematiche ambientali. Per fare crescere la consapevolezza e la conseguente azione nei cittadini, bisogna dargli ogni possibile spunto e spazio nel quale imparare e riportare le proprie domande, opinioni e conoscenze.

6)     Creazione di Centri per l'Energia e l'Ambiente dove lavorino anche giovani e tecnici disoccupati. Da oltre quaranta anni in Europa questi centri danno informazione e formazione a milioni di persone e sono un successo da ogni punto di vista. Creare dei Centri del genere in Italia che seguano anche l’esempio del Parco Energia Rinnovabile www.per.umbria.it , è un passo imprescindibile considerate le nostre potenzialità geoclimatiche e turistiche.

7)     Formazione di uno o più team di giovani opportunamente formati che vadano direttamente nelle case dei cittadini per conto dell’amministrazione pubblica e spieghino nel dettaglio gli interventi da eseguire per risparmiare energia e quindi di conseguenza anche soldi. Persone formate dall’amministrazione pubblica possono creare fiducia e interesse avvicinando i cittadini a tematiche che sono molto importanti per loro, anche per il potenziale di risparmio economico.

8)     Incentivare e pubblicizzare imprese o cooperative che operino nel settore ambientale utilizzando le zone industriali esistenti per promuovere la ricerca, lo sviluppo e la diffusione delle energie rinnovabili e delle tecnologie che riducano i consumi energetici e idrici.  La grande capacità artigianale italiana e le piccole e medie imprese possono dare il contributo per la diffusione di tecnologie appropriate e rinnovabili che diano alle persone i mezzi per applicare le soluzioni di risparmio e sostenibilità ambientale. In Italia ci sono moltissime aree industriali in crisi o dismesse che potrebbero servire allo scopo.

9)     Prevedere interventi nelle scuole con programmi di didattica ambientale indirizzati ad una maggiore conoscenza delle problematiche legate all'energia, al risparmio energetico e idrico e all'uso delle fonti rinnovabili. La formazione continuativa degli studenti sulle tematiche della sostenibilità è un settore che non può mancare per dargli le conoscenze e le soluzioni che possono essere anche uno sbocco lavorativo per il loro futuro

10)  Programmare viaggi studio di tecnici e amministratori pubblici nei principali Centri Europei per le l’Energia e l’Ambiente o nelle città Europee all'avanguardia nell’applicazione di energie rinnovabili e riduzione dei consumi energetici. Gli esempi in Europa sono ormai molteplici con i quali creare gemellaggi energetici e collaborazioni in vari campi e la conoscenza condivisa per il miglioramento del benessere collettivo, non può che portare buoni frutti.

Per informazioni, ulteriore approfondimento e applicazione di questi punti, ecco i contatti:

Associazione PAEA - Progetti Alternativi per l’Energia e l’Ambiente

mail: info@paea.it 

sito web: www.paea.it                   

di Terra Nuova

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