Infertilità e smog: una relazione pericolosa

L'infertilità femminile è causata direttamente dall'esposizione all'inquinamento atmosferico. Vivere in una zona trafficata aumenta i problemi di infertilità. In Italia 7 persone su 100 non riescono a procreare

19 Gennaio 2016

L’infertilità dipende anche da fattori ambientali, in particolare dall’inquinamento. Secondo uno studio della Boston University pubblicato da Human Reproduction, vivere vicino a una strada trafficata aumenta i problemi di infertilità per le donne dell'11%.
Il risultato a cui sono giunti ricercatori è stato conseguito dopo aver seguito la casistica di oltre 36mila donne dal 1993 al 2003 analizzando i dati sull'inquinamento nelle aree di residenza. Nel periodo considerato sono stati segnalati 2500 casi di infertilità, con le donne che vivevano a meno di 200 metri dalle strade trafficate che hanno mostrato un rischio aumentato dell'11%. Più nel dettaglio, scrivono gli autori, il rischio di infertilità primaria, di impossibilità cioè di concepire dopo un anno di tentativi, è risultato maggiore del 5%, una cifra troppo bassa per essere considerata statisticamente significativa, mentre per quella secondaria, cioè la difficoltà ad avere una seconda gravidanza dopo averne avuta una, il rischio è risultato maggiore del 21%. "In questo caso l'aumento è statisticamente significativo - spiegano gli autori -, e anche se a livello individuale può essere considerato non molto alto lo è a livello di una popolazione, perché le donne esposte sono molte".

In Italia, 7 persone ogni 100 accusano problemi di infertilità e nella maggior parte dei casi dipende proprio dalle donne. Secondo le stime dell'Istituto Superiore di Sanità di Roma, basate sui dati riguardanti le coppie che ricorrono ai centri per la procreazione medicalmente assistita per avere figli, nel 46% la causa del problema è l'infertilità maschile, mentre nel 54% dei casi riguarda la donna.

di Dario Scacciavento

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