Non date bevande zuccherate ai bambini!

Le bibite piene di zuccheri favorisce l'assunzione di cibo spazzatura. Una ricerca americana conferma il rischio alimentare a cui esponiamo i nostri bambini

29 Marzo 2013

Le tossine attirano altre tossine, gli eccessi attirano altri accessi. E' una legge della macrobiotica che la scienza conferma in tutta la sua evidenza. Bere bevande zuccherate significa attirare a sé più cibi di scarsa qualità nutrizionale e dannosi per la salute. Lo dimostra uno studio condotto dagli esperti del Dipartimento di nutrizione dell’Università della Carolina del Nord di Chapell Hill, appena pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine.
Secondo i ricercatori i i bambini abituati a bere tante bibite dolci sono anche quelli che mangiano più junk food e mediamente assumono un quantitativo elevato  di calorie, esponendosi all'obesità infantile. Gli autori hanno ricavato i dati di un ampio studio chiamato What we eat in America – National Health and Nutrition Examination Surveys, che ha coinvolto decine di migliaia di persone verificandone lo stato di salute e la dieta per sette anni, tra il 2003 e il 2010. L'analisi ha seguito le abitudini di 11.000  bambini e ragazzi suddivisi in tre diversi gruppi di età (2-5 , 6-11 e 12-18 anni).  Il risultato è univoco: l’assunzione di junk food è inversamente proporzionale al consumo di bibite non dolcificate. L’associazione è particolarmente evidente nelle prima  fasce d’età, e cioè tra i 2 e gli 11 anni, ma è visibile anche tra gli adolescenti, soprattutto quando questi assumono più di 500 Kcal al giorno con le bevande.  “In tutti i gruppi di età, il numero di calorie per grammo degli alimenti assunti aumenta con il numero di bevande zuccherate" ha commentato il capo fila dello studio Kevin Mathias. "Il dato è preoccupante perché molti dei cibi associati a questo fenomeno sono tra i peggiori dal punto di vista nutrizionale e tra i più ricchi di grassi saturi, zuccheri come: pizze, dolci, patate fritte. Si tratta di alimenti che le linee guida per una sana alimentazione raccomandano di limitare il più possibile”.

di Gabriele Bindi

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