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Wwf: «Proroga del carbone, la peggior scelta possibile»

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Il Wwf critica duramente l'estensione di 13 anni dell'uso del carbone approvata dal Parlamento: «Un voltafaccia pericoloso per la lotta al cambiamento climatico e per la salute dei cittadini».

Wwf: «Proroga del carbone, la peggior scelta possibile»

«Con la scusa di fronteggiare la crisi energetica, il Parlamento ha approvato un’estensione di 13 anni dell’utilizzo del carbone. Il fossile più inquinante al mondo potrà essere utilizzato fino al 2038, 13 anni oltre la scadenza fissata dal Piano nazionale energia e clima, prevista a dicembre 2025. Lo slittamento è entrato nel decreto bollette» spiega il Wwf. 

Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia, ha dichiarato: «Il Parlamento ha approvato un emendamento che dà il via libera al peggior combustibile fossile, un vero e proprio killer del clima e della salute. Chi usa l’emergenza dei prezzi energetici per giustificare l’approvazione di un emendamento che tiene aperte le centrali a carbone sino al 2038 sa benissimo che è solo una scusa, per l’altissimo tasso di emissioni il carbone pagherebbe molto la tassa sull’inquinamento, annullando ogni eventuale convenienza sul prezzo del gas». 

«La proposta di proroga delle centrali al 2038 è stata più volte presentata, su vari provvedimenti, dall’ex ministro Calenda o aderenti della sua formazione politica: eppure fu proprio Calenda a inserire nella strategia energetica nazionale del 2017, da Ministro dello Sviluppo Economico, la scadenza del 2025 per la chiusura delle centrali a carbone in Italia – prosegue il Wwf – Calenda giustificava il suo voltafaccia con la necessità di ‘aspettare’ la costruzione di improbabili centrali nucleari. Il ministro Pichetto, dopo aver confermato la chiusura delle centrali nel 2024, si è reso protagonista di una serie di stop and go, culminati nell’annuncio delle centrali come ‘riserva fredda’, una categoria inesistente che non era stata ufficializzata». 

«Ha poi detto che se il gas superasse il costo di 70 €/MWh, la riapertura delle centrali potrebbe essere ripresa in esame, evidentemente già concorde con l’emendamento presentato dalla Lega sul decreto bollette. Questo dopo aver confermato, con la UE, le sanzioni che impedirebbero di comprare combustibili fossili dalla Russia, il maggior fornitore per l’Europa, entrando quindi in un’ennesima contraddizione, a voler essere buoni”» continua Midulla. 

«Insomma – conclude Midulla – un castello di contraddizioni per favorire interessi enormi: ma non certo l’interesse dei consumatori italiani cui solo la transizione al 100% rinnovabili assicurerà vera indipendenza e sicurezza energetica, nonché prezzi equi, come dimostra il caso spagnolo. Eppure, nel settore elettrico il 100% rinnovabili potrebbe essere raggiunto nel 2035, come confermano numerosi studi e come stabilì lo stesso G7 prima di Trump: a patto però di fare le cose seriamente, di fare gli investimenti necessari e smettere di sostenere, con provvedimenti e sussidi, sempre e solo i combustibili fossili, persino il carbone».

Foto: hasan kurt su Pexels

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