Tutti i lavori da fare nell'orto e in giardino nel mese di Giugno

Volete sapere quali sono gli interventi più importanti da realizzare nel vostro orto nel mese di Giugno? Per prima cosa attenzione al vento! Ecco i consigli di Francesco Beldì.

02 Giugno 2018
Tutti i lavori da fare nell'orto e in giardino nel mese di Giugno. Agricoltura naturale

Al riparo dal vento

Le wind storm o tempeste di vento aumentano in frequenza e intensità in tutto il mondo a causa dei cambiamenti climatici. E sempre più spesso rovinano le coltivazioni.

È difficile evitare danni quando la forza del vento è in grado di scoperchiare tetti o di divellere alberi ad alto fusto, ma è possibile porre in atto delle strategie per ridurre i rischi nell’orto o di evitarli del tutto nel caso di eventi di portata più limitata.

Lungo il confine dell’orto, per esempio, si può creare una siepe frangivento. Nei paesi del Nord Italia sono più indicati nocciolo, alloro, sanguinello, evonimo, biancospino, caprifoglio e ligustro; mirto, corbezzolo, alloro, ligustro e oleandro sono ideali al Sud, mentre pitosforo e tamerici vanno utilizzati in prossimità del mare, dove servono piante resistenti alla salsedine.

Mantenendo la siepe alta 2-2,5 metri, per una larghezza di 30-50 metri, si protegge l’orto dal vento. In attesa che la siepe si formi, o in sua sostituzione se non fosse possibile realizzarla, lungo la recinzione si può fissare del cannicciato, che svolge un’azione meno efficace, ma comunque utile. La barriera vegetale o artificiale deve essere sempre parzialmente permeabile al vento, perché in caso di opposizione totale potrebbe andare distrutta.

Le canne per sostenere gli ortaggi

Un’attenzione particolare va poi dedicata ai sostegni utilizzati per la coltivazione di pomodori, fagioli, fagiolini, cetrioli e altri ortaggi.

Le canne di bambù o di plastica vanno interrate almeno a 35-40 cm di profondità per impedire al vento di abbatterle. Per ottenere una maggiore stabilità si possono legare fra loro con un filo zincato e ancorarle al terreno con dei paletti di testata. In alternativa è possibile unire le canne a tre, come per costruire un tepee indiano.

Il vento è in grado anche di sollevare e strappare le pacciamature in plastica.

Quando questo accade con piante in fase di crescita può provocarne lo sradicamento. Per questo motivo è necessario stendere i teli accuratamente. Il terreno va affinato bene in modo che questi ultimi aderiscano perfettamente al suolo quando vengono stesi. Si procede poi ad ancorarli creando dei piccoli solchi laterali con la zappa e utilizzando la terra risultante per zavorrarli. La zavorra deve coprire il margine del telo in testata e per tutta la sua lunghezza senza soluzione di continuità per impedire al vento di insinuarsi sotto il telo e sollevarlo.

Vento e balconi

Anche le piante coltivate su balconi e terrazze sono a rischio vento. La cosa migliore in questo caso è ricorrere alle specie frangivento da piantare in vaso, come il bambù, l’oleandro, il ligustro, il bosso, il viburno e la thuja. Questa protezione limita il ribaltamento dei vasi e, accompagnata da un apporto di acqua adeguato, evita il rischio di rapidi disseccamenti.

Per le piante coltivate sui graticci è utile qualche accorgimento ulteriore; è bene che questi ultimi vengano fissati saldamente alla parete con viti e tasselli, a una distanza di almeno un paio di centimetri dalla parete stessa, per consentire alla vegetazione di insinuarsi fra gli spazi e sfruttare meglio gli appoggi.

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Articolo tratto dal mensile Terra Nuova Giugno 2018

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di Francesco Beldì


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